Mai più assalti al frigo!

Con il termine “fame nervosa” intendiamo la spinta a consumare cibo in modo compulsivo, non dettata da normali esigenze fisiologiche. Il disturbo può avere cause biologiche e cause psicologiche, ma il confine tra i due piani è spesso molto sottile. Tra le cause biologiche della fame nervosa la più frequente è uno squilibrio nella regolazione dei livelli di glucosio (lo zucchero che costituisce la principale fonte di energia per le nostre cellule) nel sangue.

Il calo della glicemia fa scattare un “campanello d’allarme” nel nostro sistema nervoso centrale che ci spinge a procurarci il cibo: più questo calo sarà brusco, come accade ad esempio quando le quantità elevate di glucosio contenute in un cibo dolce mangiato a stomaco vuoto vengono rapidamente sequestrate e stoccate nei depositi (fegato, muscoli) da una quota proporzionale di insulina prodotta in poco tempo, più improvvisa e incalzante sarà la nostra sensazione di fame.

Ecco quindi che il consumo frequente di cibi ad alto indice glicemico (bevande e cibi zuccherati, dolci, ma anche cereali raffinati, patate, ecc.) può favorire l’insorgenza della fame nervosa. Una conferma a questa ipotesi può venire dal test dell’emoglobina glicata, che si può effettuare anche in farmacia come semplice e rapida autoanalisi. Si tratta di un parametro molto importante da valutare, perché costituisce una media della glicemia nei due-tre mesi precedenti il test. Valori fuori dalla norma possono giustificare un appetito inesauribile ma anche indicare il rischio di sviluppare diabete.

La prima norma per controllare o prevenire la fame nervosa è perciò quella di consumare una quota di carboidrati (zuccheri) proporzionata agli effettivi consumi, scegliendoli il più possibile a basso e medio indice glicemico (es. pane, pasta e riso integrali) e non consumandoli mai da soli ma sempre all’interno di un pasto completo, contenente anche proteine e fibre secondo lo schema semplice ed efficace dell’Università di Harvard:

Esistono rimedi naturali in grado di intervenire favorevolmente nel metabolismo degli zuccheri e nella loro rimozione dal flusso sanguigno, tra questi ricordiamo:

– Cannella, dotata di azione insulino-sensibilizzante
– Acido alfa lipoico, accelera la rimozione di glucosio dal flusso ematico favorendone il trasporto alle cellule muscolari
– Cromo, entra a far parte del GTF (fattore di tolleranza al glucosio) incrementando la sensibilità insulinica e quindi migliorando la tolleranza al glucosio
– Gimnema, pianta impiegata da secoli in Medicina Ayurvedica, stimola la produzione di insulina e limita l’assorbimento intestinale degli zuccheri

Ma le cause della fame nervosa possono essere anche – e soprattutto – psicologiche. A volte cerchiamo nel cibo l’affetto, la gioia, la sicurezza che non sappiamo trovare nella nostra vita relazionale. In quest’ultimo caso, è chiaro che la soluzione va cercata innanzitutto dentro di sé, imparando a conoscere le proprie emozioni per poterle gestire anziché esserne schiavi.

Aiutano in questo lavoro interiore pratiche come la meditazione, lo yoga, il training autogeno. È sicuramente benefica l’attività fisica, purché piacevole ed adeguata al proprio stato di forma. Potranno essere utili, in appoggio, integratori a base di piante adattogene come la Rodiola rosea o calmanti generali come la Passiflora.

Per aiutare la nostra forza di volontà, inoltre, potrà essere considerata, almeno in una prima fase, l’assunzione di integratori a base di fibre vegetali che rigonfiano nello stomaco anticipando il senso di sazietà, riducendo i picchi glicemici e di conseguenza l’accumulo di grassi. Tali fibre, oltretutto, apportano altri benefici quali il controllo dei livelli di colesterolo “cattivo” (LDL) e di trigliceridi.

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